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Senato New York

Documento del congresso

atti e  dibattiti della 106a seduta, seconda sessione

 in onore di Shri  mataji

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 On. Eliot Engel

di New York

Camera dei Rappresentanti

Signor presidente, oggi celebriamo una magnifica donna, il cui insegnamento ha diffuso tanto buona volontà quanto buona salute per il mondo, a partire dalla nativa India. Shri Mataji è nata in India e, ancor in giovane età, divenne seguace del Mahatma Gandhi e del suo movimento per liberare l’lndia dal dominio britannico. E per mano di questo governo ha sofferto.

            In seguito ha ricevuto una educazione in campo medico, si è sposata, e si è dedicata alla fondazione di Sahaja Yoga. Si è anche distinta in campo umanitario con la creazione di numerose organizzazioni quali il Centro di ricerca sul cancro di Bombay; un ospedale, sempre a Bombay, che utilizza Sahaja Yoga per alleviare disturbi fisici; organizzazioni per offrire protezione ai senza casa a Nuova Delhi.

            Ci son medici in Inghilterra, in Russia, in Australia e in India che stanno studiando i benefici effetti di Sahaja Yoga per alleviare i sintomi dell’alta pressione, dell’asma, dell’epilessia e di altre malattie.

            Ella ha anche organizzato il Theatre of Eternal Values (Teatro dei valori eterni) una compagnia teatrale che ha girato con successo attraverso l’Europa, l’Australia, Israele, India, e Stati Uniti per promuovere i valori universali propri di una cultura globale, che trascenda i limiti di razza, religione, differenza sociale. 

            Shri Mataji sta da molti anni insegnando ai popoli di tutto il mondo come vivere insieme in armonia. Il meraviglioso lavoro che sta svolgendo è qualcosa che possiamo e dobbiamo emulare. La ringrazio per il grande bene che ha diffuso, e mi auguro vivamente che possa così continuare.

Premio Pleiade

Premio Internazionale

LA  PLEJADE

La Giuria della X edizione del Premio Internazionale “La Plejade”, presieduta da P. Bernard Przewozny, coordinata dal prof. Carlo  Savini, composta dalla professoressa Naomi Vogelmann-Goldfeld, dal dott. Orazio Parisotto, dal prof. Enzo Perna, dal dott. Raffaele Antonucci, dalla professoressa Carla Piacenza, dal dott. Rolf Kuypers e dal prof. Franz Ciminieri – presidente dell’Ancis, Ente organizzatore del Premio – con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo, del Planning Institute for Quality of Life, associato Onu, dell’Unipax, associato Onu, della Associazione Internazionale Cosmos, dell’associazione  ArtEventi e con la collaborazione del Gruppo 3 M-Italia

 proclama

 

VINCITRICE       DEL      ‘LA       PLEJADE’       1996:

SHRI       MATAJI       NIRMALA       DEVI

con la seguente motivazione:

In un mondo in cui si avverte una spinta verso nuove soluzioni ai problemi del singolo e  dell’umanità nel suo complesso, alla ricerca di qualcosa che ci consenta di approfondire il senso stesso dell’esistenza, l’associazione SAHAJA YOGA – il cui riferi­mento ispiratore è SHRI MATAJI NIRMALA DEVI, attualmente candidata al  prossimo Premio Nobel per la pace – propone nuove vie nel cammino dell’evoluzione umana attraverso incontri ed iniziative utili a meditare sulle dimensioni  più profonde di noi stessi e sulla edificazione di una società equilibrata e serena in cui la pace si realizzi innanzitutto nel profondo sé di ciascuno.

Rouhani

Estratti

dalla comunicazione dell’ Ayatollah 

 Dr.  MEHDI  ROUHANI

  intervenuto al programma di

SHRI     MATAJI     NIRMALA     DEVI

 alla

Royal Albert Hall

giovedì 3 luglio 1997

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             L’uomo, come possiamo notare prendendo in considerazione le più antiche tracce lasciate dall’homo sapiens, è sempre stato consapevole dell’esistenza di un Essere Supremo, Signore di tutte le cose e di tutte le creature viventi. Utilizzando ogni mezzo possibile, gli esseri umani di ogni era hanno sempre cercato di manifestare sentimenti di profondo rispetto e venerazione verso Dio, compiendo tutto quello che è dovuto nei confronti del Creatore.

 Questo è il motivo per cui l’Islam ha sempre sottolineato la possibilità di una comunicazione diretta con Dio.

 Perfino coloro che hanno ceduto all’idolatria, non hanno mai negato l’esistenza di Dio, sostituendolo semplicemente con idoli ed immagini. E succede ancora oggi.

     La domanda è: come possiamo riconoscere un vero profeta? E qual è la sua missione?

La missione dei profeti è di rivelare la volontà di Dio, cioè di fornire una spiegazione logica e tangibile della religione al momento in cui è sperimentata nella vita di tutti i giorni.

Un monoteismo genuino – credere in un Essere Supremo – implica la salda unità fra uomo e Dio nell’intero creato. Il monoteismo dimostra l’inutilità degli idoli e delle immagini che si frappongono fra l’uomo e Dio.

   La missione dei profeti è dunque quella di guidare gli esseri umani verso la strada giusta, utilizzando, a tale scopo, due sentieri paralleli e complementari:

  1. La via dell’apprendimento, basata sulla teologia e sulla filosofia;
  2. La via della Conoscenza del Sé, ovvero della Realizzazione del Sé.

Ecco perché troviamo nel nostro Libro Sacro, il Corano, sia discorsi didascalici e didattici, sia versi che alludono alla ‘via interiore’, alla conoscenza profonda di se stessi.

             Il mezzo più concreto per mettere in pratica questo messaggio ci è offerto, in questa epoca, da Shri Mataji Nirmala Devi .

    Se me lo consentite, citerò i versi del profeta Maometto per sostenere questa Verità. Egli ci ammonisce: “Dio è più vicino all’uomo delle sue stesse vene.”  E ancora: “Con la conoscenza dello Spirito, l’uomo comincerà a conoscere se stesso, fino a raggiungere la conoscenza di Dio. Attraverso la purificazione del suo essere interiore, l’uomo diventa conscio di essere lo Spirito.”

            L’esperienza della Realizzazione del Sé raggiunta senza sforzo, come ci è stata rivelata da Shri Mataji Nirmala Devi, e Sahaja Yoga (la tecnica che Lei ci ha insegnato e che della realizzazione è lo strumento pratico) sono ambedue  in perfetta armonia con gli insegnamenti dell’Islam.

            Ed è la rivelazione di Shri Mataji che mi ha spinto a rivolgervi questa sera queste poche parole, che vorrei terminare facendo un riferimento alla condizione femminile nei paesi islamici oggi.

            Come sapete, nella tradizione islamica la posizione della donna in qualità di madre è  esaltata.

Il Profeta Maometto è arrivato a dire: “Abbiamo sperimentato il Paradiso ai piedi di nostra madre .”

L’Islam riconosce alle proprie mogli non solo il diritto completo di scegliere il marito, ma le rende loro omaggio con le famose parole del Profeta: “Il migliore fra noi è colui che si comporta meglio verso sua moglie.” E ancora: “Le donne ci sono state mandate da Dio e gli uomini sono responsabili per la loro sicurezza.”

Le donne hanno quindi le stesse responsabilità degli uomini ed uguali diritti legali e civili. Sfortunatamente vediamo oggi come la grande visione del Corano non sia capita, né rispettata, nei vari paesi musulmani .

            Lei, Shri Mataji, in virtù del Suo coraggio, della Sua sincerità, della Sua purezza, in virtù dei viaggi che compie instancabile attraverso i cinque continenti, è oggi giustamente considerata  la Messaggera della Pace nel Mondo.

            La Sua vita esemplare La rende il simbolo perfetto e il modello per le donne musulmane.

            Possa la loro richiesta di Giustizia, il loro desiderio di gioire di una vita spirituale autentica in piena dignità, la loro ricerca trovare un’eco nell’approccio spirituale al vero Islam.

    Questo renderà possibile fermare tutti i generi di ingiustizia che ancora vengono commessi contro le donne in nome della religione.

    È con questa visione e con lo scopo di difendere i diritti femminili nei paesi musulmani di tutto il mondo, in particolare in Afganistan, Iran e Turchia, che ho rivolto queste brevi parole a Lei, Shri Mataji, ed a tutte le persone riunite qui stasera.

Dr. Medhi Rouhani

                                                                                                                                 (Medhi Rouhani è un ayatollah, cioè una delle massime autorità della religione islamica. Contrario al fondamentalismo arabo-musulmano, risiede da anni in esilio a Parigi.)

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